CESSI SENZA FRONTIERE:SOGNI (E BISOGNI) DI UNA MODERNA DON QUIXOTE

Ogni viaggio, sia pure la scalata dell’Everest, ha i suoi momenti di “obbligata riflessione”. Perché avrà pure ragione William che  siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i  sogni, fatto sta che dobbiamo anche espletare i nostri bisogni…

Immaginate di trovarvi nei marmi pregiati dei bagni di una lussuosa suite del La Mamouinia, resort a 5 stelle di Marrakech. Rilassati da un massaggio sensuale all’olio d’argan dei prodotti offerti, e poi avvolti da soffici teli di cotone ad ammirare la vista mozzafiato, un romantico ed esotico tramonto sulle rosse terrazze della città, con un profumato the alla menta a completare l’estasi.

3,2,1 SVEGLIAAA!!!

Se questo è il vostro standard di viaggio allora vi consiglio il blog della cara collega Paris Hilton. Io amo viaggiare, voglio continuare a viaggiare tanto, ERGO, non tanto voglio spendere. Dai, una botta di vita tipo La Mamounia ogni tanto ci scappa. Ma è l’eccezione.Più spesso le toilette della mia memoria di viaggiatrice hanno poco a che fare con la denominazione “toilette”, molto più con quella di “cesso”. Talora di “cesso fetido“. Dato che poi, sotto sotto, un po’ Paris Hilton lo sono, non è che questi cessi di cui vi parlo oggi, li affronti così senza timori. Ho sviluppato le mie tecniche di sopravvivenza.

Basta con l’omertà, se le  mie regole di sopravvivenza in un cesso rurale indiano finiscono per interessare  più delle mie emozioni al cospetto del Taj Mahal, raccontiamola questa bathroom experience, con dovizia di particolari più ricca di quanto facciano quei pochi, tipo la Lonely Planet, che affrontano brevemente e con discrezione l’argomento nelle ultime pagine (livello dei bagni scadente, mantenersi su standard turistici).

D’altra parte anche l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha sancito dal 2013 , il 19 Novembre come il World Toilet Day (vi invito a visitare il sito con storie curiose ed iniziative) dando giusta importanza a questo che è indubbiamente un vero ostacolo per una compiuta globalizzazione. Col mio spiccato senso civico anche io voglio contribuire, condividendo la mia esperienza da Lara Croft nei bagni internazionali.

WC at Indian Airport
Indian choices

Quasi dimenticavo, i miei racconti sono ovviamente al femminile. Gli amici lettori uomini sono consapevoli di quanto la natura li favorisca su questi temi. Loro non fanno mai file, possono risolvere il loro problema in piedi (vabbè, almeno uno dei due problemi)e non hanno bisogno di imparare la tabellina del 28.

Amici uomini, questo post non è per voi, ma leggerlo non vi fa male. Potrà essere utile ad esempio se siete di quelli che dopo aver espletato in un minuto si chiedono impazienti perché la propria compagna ci stia mettendo così tanto.

Il viaggio si sa, inizia programmandolo. La programmazione a volte inizia mesi prima e può capitare ad esempio di stabilire inconsapevolmente l’escursione più pesante o la notte più avventurosa proprio al primo giorno di mestruazioni.

–> Calendario Mestruale (Period Calendar) è un’app disponibile sia per I-Phone che per Android utilissima a tal fine. Ha ottime opinioni (4,8/5 di valutazione), per cui sembra sia piuttosto precisa nell’indicare il nostro futuro mestruale. E non è una cattiva idea quella di programmare il viaggio tenendo in considerazione anche questo fattore.

Sempre in tema di programmazione di viaggio:

  • quando sono previsti lunghi spostamenti, soprattutto in alcune nazioni, informarsi sempre preventivamente della disponibilità e del livello dei bagni sul tragitto;
  • non dimenticare mai antidolorifici, salviette intime antibatteriche e copri water… questo da usare quando siete così fortunate da avere un water;
  • evitare gli assorbenti interni, potrebbero non esserci lavandini con conseguenti problemi di igiene; io di norma opto per un assorbente lungo per cicli abbondanti, che mi consente di limitare il numero dei pit-stop.

#Passiamo al momento fatidico dell’utilizzo.

Preparazione psicologica… ovvero essere sempre pronti al peggio! Ritornerà il momento di una toilette bella e profumata. Anzi, cercate di mantenerne una in memoria. Vi aiuterà quando ripetete il mantra: sono in grado di sopravvivere a tutto!

La preparazione psicologica ovviamente non basta. A noi donne anche una pisciatina richiede un rapporto col bagno piuttosto intimo, a noi la natura non ha consentito di urinare a palombella (grrr!).

Quindi vai di disinfettante, copri water, fazzoletti e rotoli di carta igienica. Sempre con voi le mitiche salviette umide e, se come me siete molto sensibili alle tipiche puzze da cesso (sono una Paris Hilton, ve l’ho detto!) sicuramente potrà esservi molto utile una sciarpa, un foulard o anche un fazzoletto imbevuto di profumo da infilarvi su per le narici per sopravvivere al peggior cesso dell’universo evitando di vomitarvi anche la cena del giorno prima.

Ultima cosa, non meno importante: dopo aver espletato, non dimenticate di lasciare il bagno in condizioni decenti, pulite il possibile e magari con una spruzzatina di profumo.

Non è solo rispetto per gli altri ed impegno per un universo più profumato, ci sta anche la possibilità che quel ragazzo superfigo che vi adocchiava, debba utilizzare il bagno immediatamente dopo di voi.  Potrebbe essere imbarazzante uscire e sorridergli consapevoli di avergli lasciato la palude del diavolo, non credete?

Ed eccoci finalmente ai luoghi, diamo inizio alla nostra carrellata di cessi nel mondo!

NUMBER 1 :ITALIA

Viaggio non è sinonimo di meta esotica. Anche in terra natia possono presentarsi situazioni borderline, per quanto, diciamolo, come si caga a casa non si caga da nessun’altra parte!Comunque, parlavamo di situazioni borderline…

Al primo posto ci sono sicuramente i treni : regionali, Intercity notte, le stesse più confortevoli, Frecce dispongono di bagni non esattamente gradevoli, soprattutto quando il viaggio volge al termine e svariati passeggeri, più o meno educati, li hanno utilizzati.

Il treno è uno dei pochi contesti in cui essere stitici aiuta. Gli altri si preparino a piccole-grandi odissee. Innanzitutto bisogna trovare un bagno libero, visto che uno su due è occupato da qualcuno che si sta nascondendo dal controllore. Trovata, la toilette sappiate che questa è la situazione che probabilmente incontrerete.

bagno-3nitalia1
BAGNI SUI TRENI

 Come affrontarli?

Applichiamo innanzitutto le suddette regole di contrasto olfattivo: passamontagna o sciarpa davanti la bocca, se è agosto magari un fazzoletto profumato. Approfittiamo magari della fermata in una stazione per evitare gli scossoni che ci fanno perdere l’equilibrio. Infine la posizione…

C’è una linea di pensiero a favore della tecnica “squat”, in cui si espleta il tutto senza contatti con la tavoletta. Se riuscite a rilassarvi il giusto in questa posizione brave voi. Personalmente sono invece per la linea del “contatto”, perché la nostra pelle è una barriera davvero forte e ci sono recenti studi che lo dimostrano. Pare che ci si possa persino “attaccare”…  servirebbe magari a creare i giusti anticorpi fisici e psicologici per non sentirsi troppo a disagio quando in viaggio ci si trova perfino a rimpiangere lo scalcagnato bagnetto di un interregionale.

Pare che… poi l’ho detto che nella realtà dei fatti io sono sempre un po’ Paris, per cui mi creo il mio trono disinfettando la tavoletta con quello che ho a disposizione e ricoprendolo poi di carta igienica.

Possiamo dire che pratico “cesso protetto”.

Area di servizio autostradale: può rivelarsi una trappola mortale nei giorni di vacanza e di intenso traffico. Spesso arrivate che vi sta già per uscire dalle orecchie, state già pregustando la liberazione della minzione mentre voltate l’angolo su cui punta la scritta TOILETTE e… 25 donne in fila di varia età, etnia e ceto sociale, che attendono il loro turno con sguardi di panico a 360 gradi, si frappongono tra voi e il bagno.Beh… devo morire di ritenzione o pisciarmi sotto davanti a tutti? Mi dispiace, no. C’è un bagno uomini accanto a disposizione e senza fila, io prendo ed entro. Magari mi copro un po’ stile rapina, magari mi scuso per l’intrusione, ma vi assicuro che se entrate non suona nessun allarme e nessuno vi arresta per utilizzo bagno fraudolento.  La parola d’ordine è sopravvivenza, e alla fin fine darete anche un esempio su come si possa smaltire la fila. Compagni e mariti in attesa vi saranno grati.In ogni caso, se vi foste fermate quando vi scappava un pochino, non ci sarebbe stato bisogno di procedure d’emergenza.

Il campeggio : Si sa che i bagni non rientrano esattamente tra ciò che determina la passione per il camping. Ma qualche accorgimento può migliorare l’esperienza. Evitate l’ora di punta, meglio svegliarsi mezz’ora prima e fare tutto in solitaria, che dormire un po’ di più e subire file o bussate impazienti alla porta.Indispensabile disporre di asciugamani e ciabattine da doccia, meglio avere anche un poggiapiedi di quelli che vendono per il nuoto e magari anche una crema funghicida da spalmare prima sui piedi (tipo Scholl )

CESSI DAL MONDO / EUROPA

Iniziamo con la Francia.

OK, oramai lo sanno tutti, bidet è una parola francese che identifica un oggetto sconosciuto in Francia. Questa assenza alimenta anche reciprocamente sensazioni di superiorità, da una parte noi che riteniamo il nostro bidet segno di più accurato igiene, da una parte loro che vedono il bidet come un nostro segno di arretratezza (che poi li voglio vedere se sti francesi si fanno veramente la doccia dopo ogni cagata…).

Ma Francia non si traduce solo con “no bidet”. Mettiamo che vi capiti una proposta di ospitalità nei caratteristici studiò parigini com’è capitato a me un Capodanno di ben 7 anni fa. Gli studiò sono ex abitazioni della servitù, situate all’ultimo piano dei palazzi ed ora abitate per lo più da studenti e spesso non hanno il bagno interno, ma un cesso condiviso alla fine di un buio corridoio.

Ricordo una mia esperienza parigina di questo tipo, io povera indifesa con un rotolo di carta igienica svolazzante in mano in questo freddo corridoio che sembrava uscito da Resident Evil: tra fifa e gelo rischiavo ogni volta di farla prima ancora di arrivare alla porta.

Altre esperienze europee (es. Germania e Belgio), sono state  contraddistinte dalla presenza delle “stanze del trono”, dove il water è posizionato a sè in uno stanzino di 1 metro quadrato scarso, separato dal resto del bagno. In genere ciò capita in abitazioni piuttosto datate, ed è anche la regola nelle case meno moderne dell’Europa dell’Est..

Un aspetto positivo questi bagni lo hanno, i tempi di attesa si riducono e non c’è bisogno di interrompere la doccia se a qualcuno scappa di brutto. Però ci sono quesiti irrisolti, tipo “come mi lavo dopo aver usato il gabinetto?”. E poi uno potrebbe anche soffrire di claustrofobia, o di semplice depressione nel sentirsi tutt’uno col wc. Lettori nordici che usate simili bagni, fatevi sentire, ho davvero bisogno di capire come fate!

Parliamo ora dei nostri hermanos spagnoli. Per quanto la penisola Iberica abbia una cultura molto vicina a noi, riponete anche qui le vostre speranze di trovare un bidet. Nada de nada!Poi, con la bieca scusa che fa caldo quasi tutto l’anno, nelle regioni del sud, nella bellissima Andalusia, spesso non dotano manco le case  di termosifone.

Tutto ciò per farmi vivere esperienze come una doccia con il gelo a Novembre in un bagno peraltro dotato di porta trasparente e… carramba! Posizionato  pure in balcone! Vi evito le foto ed i video di repertorio di quest’esperienza.

REGNO UNITO

Posso confermarlo, anche la Regina Elisabetta non usa il bidet.

Dicono che sia installato solo in alcuni hotel di lusso, dato che a Londra già gli hotel mediocri costano come hotel di lusso, non sono in grado di confermare questa leggenda.

Un’eccezione l’ho trovata ed è un collegio femminile nel cuore di Londra ( Ealing) gestito dalle Capitanio Sisters. Qui sono per qualche settimana durante le mie vacanze studio e lavoro, e i loro bagni essendo suore italiane hanno il nostro amato bidet!

Ma il vero bagno in puro british style ha una strana creatura al suo interno: la moquette! Ora, sono d’accordo che teoricamente la moquette potrebbe essere utile a non gelarvi se volete recarvi in bagno senza ciabatte. Ma siamo sicuri che ci sia qualcuno che voglia calpestare a piedi nudi una moquette sulla quale qualcun altro ha magari “gocciolato” sopra?

Fate vobis…

Poi i bagni inglesi hanno un’altra particolarità, niente prese elettriche. Abituatevi quindi ad asciugarvi i capelli o depilarvi in camera da letto. Infine il miscelatore. Forse agli inglesi rode che non l’hanno inventato loro, per cui nisba. Al suo posto un rubinetto di acqua bollente e un altro d’acqua ghiacciata. Divertiti ad inventare ogni mattina l’acqua tiepida!

ESTERO / RESTO DEL MONDO

Iniziamo dalla mia amata India.

Mettiamo che vi scappi nel grande e affollato bazaar di Chandni Chowk, della capitale indiana di New Delhi. Dovete sapere allora che non troverete un bagno occidentale nel raggio di chilometri, ed evitate di entrare al Mc Donald col sorriso furbo di chi la sa lunga, perché neanche lì troverete l’agognato cessetto.

Consiglio allora il bagno del Gurdwara, il tempio sikh, molto pulito anche se privo di acqua corrente e in cui siete voi a dover tirare un secchio d’acqua (per cui il bagno è anche ovviamente allagato).

Quando parlo di “bagno occidentale” in India parlo di fatto dei miei tentativi di evitare quello che è il vero protagonista delle toilette indiane e di altre nazioni asiatiche. Il cesso alla turca! L’unico vero terrore di tutti miei viaggi in India, Iran, Turchia, Medioriente, molto più di Al Qaida.

Solo a parlarne mi si accappona la pelle. Lo so, forse esagero, molti lo considerano più igienico del water, ma a me non piace proprio. Rischio sempre di “bagnarmi” le scarpe, mi impiccio costantemente tra vestiti borse e zaino.

E se poi la turca è quella di un treno indiano… vabbè, lasciate ogni speranza o voi ch’entrate!

bagni indiani nei treni

A proposito di turche, divago un po’.

Sapete che esistono studi che sostengono che la posizione a covino da turca sia la migliore contro molti disturbi gastroenterici, che sarebbero quindi dovuti all’uso del wc moderno/occidentale? Qualcuno ha subito creato un business “inventandosi” una sorta di sostegno che ricrea di fatto la posizione accovacciata da turca, lo Squatty Potty! È un marchio registrato e costa 35 euro.E vi consentirà di cagare come un contadino indiano caga da millenni (ma non dite al contadino che avete speso per questo 35 euro).1

In alternativa al bagno alla turca in India troverete anche un cesso “mezzosangue”: il cesso anglo indiano.  Si presenta come un normale water , ma la tavoletta ha dei comodi poggia piedi. Mi raccomando, non appoggiatevi MAI in nessun modo su questo cesso ibrido, NEMMENO con un copriwater, perchè potete ben immaginare il tripudio di batteri dopo che ci sono saliti tutti con i piedi. Eccolo qua :anglo-indian-pan

 MAROCCO (DESERTO DEL SAHARA):

Se pensate che i bagni possono essere al massimo a 5 stelle vi manca un’esperienza, quella del bagno ad un miliardo di stelle.

Ovvero non avete mai fatto la cacca nel deserto, dietro un cespuglio, sotto il cielo stellato. E’ vero che nel deserto ho anche conosciuto il mio attuale ragazzo, ma vi assicuro che il mio pensiero costante in quel momento era tutto concentrato su scorpioni, serpenti e altri simpatici animaletti del deserto.

Qui più che i miei possono essere utili i consigli dei vecchi nonni che per farla “scendevano in campo”. Tipo portarsi un bastone con cui “stanare” chi si cela in superficie.Ma soprattutto le salviette amiche, affrontate i viaggi con pacchi famiglia di salviette…

In generale il Marocco ha dei buoni bagni, anche nelle case rurali . Per non parlare degli hammam, i famosi bagni simili alle nostre terme romane.  Ma di questo di parlerò meglio nel post del mio viaggio in Marocco.

Washing Clothes in Morocco
Me washing clothes in Morocco with a Moroccan dress

IRAN/TURCHIA:

In questi due paesi che adoro, possiamo trovare nelle costruzioni più datate i bagni alla turca, mentre nelle case più moderne il nostro amato wc.

Ricordo lo stupore del mio oste di Teheran, quando prima di accettare il suo invito gli chiesi le foto del bagno di casa. Beh, fatelo anche a voi, non abbiate timori a informarvi bene sui bagni che incontrerete, soprattutto se contate sull’ospitalità locale tipo couchsurfing. Meglio una richiesta un po’ irrituale prima, che urtare dopo la sensibilità di chi vi ospita.

Vi potrebbe perfino capitare di ricevere gesti commoventi, tipo quello del mio oste di Shiraz, che si presentò con una sorta di convertitore di cesso, una sedia water per i viaggiatori occidentali.Me lo consegnò dicendomi Questo è per voi amici europei (a seguire la foto dell’arnese).Per poco non mi sono uscite le lacrime.

Bagno Turca vs Europeo

THAILANDIA – VIETNAM

Ospito un racconto di mio fratello che riguarda la moda di alcuni resort “eco-compatibili” di queste nazioni, di allestire bagni all’aperto che possono regalare sensazioni tipo “pioggia nella foresta” quando si fa una semplice doccia.

Lui li ha trovati sia in Thailandia che in Vietnam, ma soprattutto quest’ultimo, di un resort dell’isola di Phu Quoc, ha lasciato il segno. Il resort  Mango Bay , offre la possibilità di un bagno all’aperto A vederlo questo bagno all’aperto era bellissimo. Con un po’ più di attenzione si poteva notare che quando uno stava lì a fare in bagno quello che si fa in bagno, tanti simpatici animaletti ti ammiravano. Bei ragnoni dall’alto delle loro tele, simpatiche ranocchiette e tanti insettini vari, più o meno molesti.Se scappava di farla quando era buio l’esperienza era anche più intensa. Migliaia di fruscii, strepitii, svolazzamenti.

Per la serie, è bella la sensazione di essere in mezzo alla natura. Ma non è che mi ci devo sentire per forza anche quando sto cagando!

Concludo questo post escursus nei peggiori bagni del mondo , lasciando un’altra chicca per noi globertrotter :

  • l’app Air pnp che ti permette di usare bagni di persone

    Nel momento del bisogno i bagni pubblici sono spesso occupati (o lontani, o impresentabili): un nuovo servizio ti mette in contatto con privati che affittano il wc di casa a prezzi contenuti. Come vedi nel video.

 

  • l’orinatore per donne! Disponibile ormai su Amazon e molti altri siti di vendita online. Finalmente anche noi potremmo farla in piedi come dei veri camionisti, al volo e sul ciglio della strada! GIRL POWER!!!!

E voi ragazze, ma anche ragazzi, vi siete mai trovati in situazioni del genere? Qual’è stato il cesso più allucinante che vi è capitato? Quali sono i vostri riti da bagno pubblico quando viaggiate in Italia e all’estero?

Attendo i vostri commenti, mi raccomando… puliti! 😉

Al prossimo racconto

IMG_8029
Riding in the desert

4 pensieri su “CESSI SENZA FRONTIERE:SOGNI (E BISOGNI) DI UNA MODERNA DON QUIXOTE

  1. Bellissimo l’articolo! !! Confermo tutto sull’UK. . In India per fortuna ho trovato piuttosto il nostro amato cesso con la doccina ma perché ho usato poco i bagni pubblici. Dio quelli dei treni sono i peggiori e anch’io uso la carta igienica per coprire il water aahahahha..😉😊

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  2. I cessi montati su un trailer ALLA BASE della Valle Dei Re in Egitto: estremamente mobili, estremamente distanti dalle tombe, estremamente puzzolenti ed estremamente dispendiosi (soprattutto se hai mestruazioni e COLITE.)
    L’accesso ai suddetti costava (nel 2011 almeno,ora non so) 50 cent di euro ad ogni 4 (Q U A T T R O) fogli di carta “igenica”…”cordialmente” concessa da dispenser umano super scazzato (vorrei vede’…) posto sulla porta del suddetto trailer. “Igienica” perché, manco a dirlo, carta da culo e soldi venivano gestiti con le stesse mani assolutamente non inguantate né *temo* debitamente pulite.
    Per mia stessa esperienza, le caratteristiche dell’utilizzatore medio dei suddetti cessi mobili e la richiesta per la carta da culo includeva:
    – NECESSARIAMENTE la corsa (guess why);
    – colorito mummifico degno degli inquilini del luogo;
    – glassa di sudore ghiacciato dalla testa ai piedi (i 50° del luogo non aiutano…in caso di colite, ciaoooo);
    – mediamente con l’intero contenuto del proprio retto già con una puntina di capoccia fuori area di rigore;
    – urlo beduino rivolto al dispenser di carta da culo che variava dal “BE QUICK,PLEASE!” al “GIVE MORE, FOR FUCK’S SAKE!!!”

    Inutile scendere in ulteriori dettagli…posso solo dire che in quell’occasione adottai la posizione indo-british nonostante i cessi fosse di europeissime fattezze…SORRY NOT SORRY. Il tempo per pulire o igienizzare (pfff!) non lo avevo proprio.

    P.s. la 5^ Volta in cui il dispenser umano ha incrociato il mio sguardo supplichevole, ho ottenuto 8 fogli di carta e un lasciapassare gratuito…devo avergli fatto davvero pena.

    P.p.s. avevo la colite anche durante l’escursione nel deserto del Sahara…EH VABBEH.

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  3. Bel post, che racconta sensazioni che chi viaggia ben conosce! Oltre ai complimenti però voglio portare anche il mio contributo condividendo un metodo che ho appena escogitato! Non so voi, io ho sempre avuto difficoltà a farla (non parlo di pipì) nei bagni degli aeroporti, che sono aperti sopra e sotto e mi fanno sentire voci e altri rumori come se la stessi facendo in una piazza affollata. Io in queste situazioni mi bloccavo, magari entravo con un gran mal di pancia, ma poi non riuscivo a fare nulla. Finché ho trovato il metodo… musica a palla! Metto gli auricolari alle orecchie con la musica a tutto volume, chiudo anche gli occhi, quel fastidioso mondo esterno sparisce e… liberazione!

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