YALDA: IL NATALE IRANIANO, TRA VINO ROSSO, MELOGRANI , LUCI E DANZE

Dicembre è il mese degli aromi natalizi, delle riserve di dolci che si accumulano nelle dispense, di castagne che ardono, forni che sfornano…

Per me però dicembre resterà sempre il momento di un ricordo molto diverso, che mi porterò però dietro tutta la vita. Il mio primo viaggio in Iran, un’avventura solitaria che si compiva esattamente un anno fa. Ora qui davanti al mio pc a scriverne. Il 2 dicembre del 2016 cercavo invece di capire come si districasse esattamente la metropolitana di Teheran.

Si trattava quindi di un viaggio solitario in Iran, compiuto da un essere di etnia europea e di sesso femminile. E c’era anche, secondo alcuni, il problema di una eccessiva piacenza di questo essere di sesso femminile.

Tanto per alimentare qualche apprensione in più, decido di affidarmi quasi totalmente al couchsurfing, ovvero all’ospitalità della popolazione locale.

Direte voi “una ragazza da sola in Iran che chiede ospitalità a sconosciuti??? Are you crazy???””. Anche la mia famiglia non è che facesse salti di gioia. Beh, sanno che Iran non è Iraq, per fortuna non sono di quelli che pensano che basta passare dalla Cipro greca alla Cipro turca per mettere a repentaglio la propria vita. Mio fratello mi ha rammentato che in Iran vige la sharia, che include regole molto severe sulle coppie non sposate, e che quindi nell’accettare ospitalità avrei dovuto evitare situazioni in cui si potevano creare sospetti (tipo ospitalità prestata da un uomo che vive solo).

Certo, è ovvio che se ci si affida al couchsurfing su determinate cose bisogna fare attenzione. Ma sto parlando tanto di questo couchsurfing, siamo sicuri che lo conoscete tutti? Allora, letteralmente couchsurfing di può tradurre con una sorta di “surf sui divani di casa”. Un modo di vivere il viaggio che limita molto le spese ed aiuta a conoscere la realtà locale. Funziona che ci si registra su www.couchsurfing.com, si crea il proprio profilo e si dice se si è disposti ad ospitare o solo ad essere ospitati. Fatto questo, se per caso vi va di andare a Londra ma non di essere salassati dagli hotel di Londra, provate a chiedere sul sito “cari amici coachsurfer di Londra, arrivo lì tra pochi giorni, c’è qualcuno che mi può ospitare?”. Se si riceve disponibilità allora si può valutare, e qui raccomando di attenersi sempre ad una grande regola delle cose fatte on line, che è quella delle opinioni. Non devo dirvi io che se ricevete disponibilità da 2 soggetti, uno senza nessuna recensione, l’altro con 100 recensione positive, quest’ultimo sarà sicuramente più sicuro.     

Torniamo a noi. Insomma, ecco i miei 10 giorni in coachsurfing e molto “on the road”, nel paese degli ayatollah, ma non solo degli ayatollah, diversamente da quel che si pensa, l’Iran è un paese sicuro, e che trasmette tale sensazione di sicurezza. La stessa guida Lonely Planet – un’istituzione per chi viaggia “fai da te” – suggerisce il couchsurfing, facendo leva sul grande senso di ospitalità che contraddistingue il popolo persiano.

Posso dire senza ombra di dubbio, che l’Iran è il paese più sicuro dove abbia mai viaggiato  fino ad’oggi.

A proposito… 2 pillole di storia: le diverse civiltà che si alternarono in questo che fu tra gli imperi più gloriosi ed estesi al mondo, hanno lasciato un patrimonio unico e variegato. A partire da Re Dario, Alessandro il Grande, e poi i Sassanidi, gli Achemenidi, le dinastie dei Qajar, Safavidi fino ai Palevi (quest’ultimi non proprio amatissimi attualmente), tutti hanno sempre favorito l’arte, la sapienza, lasciandoci siti archeologici che sono oggi patrimonio culturale dell’umanità, come Persepolis o le bellissime moschee di Shiraz ed Esfahan.  Le tradizioni dell’antica religione dei Parsi, lo zoroastrismo, sopravvivono tutt’oggi, nonostante l’Islamizzazione del paese avvenuta dopo la conquista araba, che non ha mai cancellato la forte identità  linguistica e  culturale persiana.

Ma come detto troveremo questi temi ampiamente trattati nel post sul mio viaggio in Iran.

Torniamo ad un anno fa, torniamo a Teheran, e alla notte più lunga del 2016, in compagnia della famiglia che mi ospitò.

Yalda è una festa che coincide con l’equinozio d’Inverno, una festa antica e radicata nella tradizione persiana risalente ai tempi dello zoroastrismo, cosi come il capodanno primaverile del Nowruz,  coincide invece con l’equinozio di Primavera. Durante la veglia di Yalda, i persiani tengono accese delle lanterne a simboleggiare la volontà degli uomini di aiutare la luce a vincere le tenebre. Prima dell’avvento di Zoroastro, i persiani credevano in un Dio Sole: Mitra o Mehr, invincibile, giusto, illuminato, protettore della luce e dell’amicizia.

Yalda

A quei tempi il culto di Mitra era il più diffuso sulla terra conosciuta e la sua influenza continuò ad esserci anche dopo l’avvento del culto di Zoroastro e degli altri culti monoteisti. Alcuni di questi segni si riscontrano anche ai giorni nostri. Ne è un esempio eclatante la coincidenza delle date di festeggiamento del Shab-e Yalda per i persiani e la nascita di Gesù per i cristiani.

Durante la cena di Yalda, al posto di pandoro e panettone, si mangiano anguria e melograno, i cibi tipici per questa festa, come tipico è il vino rigorosamente rosso, colore predominante esattamente come per il nostro Natale.  c7bdbb676001e453ae222d6274203b59--solstice-festival-winter-solstice

Non sono mancate altre prelibatezze della cucina persiana, come gli spiedini di carne shish kebab, zereshk e polò , il riso al crispino (ne vado matta!) con il tipico tadik, in crosta di patate (presto le mie personalissime ricette raccolte durante il viaggio!)

Dopo la cena, c’è stata la lettura delle poesie di Hafez, un santo, poeta , scienziato e mistico sufi originario di Shiraz. Si dice che ogni famiglia in Iran, insieme al Corano tenga un libro di poesie di Hafez, per consultarlo ogni qual volta ne abbia bisogno.

Leggendo Hafiz
Iranian man reading Hafiz

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Durante la visita alla città di Shiraz, ho anch’io  reso omaggio al sommo poeta visitando il  mausoleo ed ascoltando alcune delle sue poesie recitate dai miei amici.

Ricordo che pensai: perché anche noi non leggiamo Dante o San Francesco a Natale? Non sarebbe più interessante ed edificante se dopo esserci ingozzati e scambiati i regali, ci cimentassimo in letture poetiche sul pensiero e sul significato della vita, anziché appisolarci sulle cartelle della tombola? Abbiamo anche noi una cultura ammirata universalmente, ma forse troppo spesso lo dimentichiamo.

 

Dopo il banchetto… colpo di scena!

Il raffinato tappeto persiano al centro della stanza, viene trasformato in una pista da ballo, e tocco con mano quanto gli iraniani amino la danza! Donne, uomini, anziani e giovani, si scatenano in movenze aggraziate e divertenti, schioccano le dita come solo loro sanno fare, sulle note di vecchi e nuovi pop. E a voi vi pare che io abbia perso un’occasione così? Me lo sono danzato tutto il solstizio d’inverno 2016, sfoggiando anche un po’ delle non poche canzoni iraniane che posso cantare a memoria, e che sono saldamente presenti  nel mio Spotify. A proposito, per chi vuole ascoltare una nutrita collezione di musiche iraniane, sia classiche che moderne, ci sono le mie playlist internazionali : valentina manduchi su Spotify.

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Concludendo… ogni paese ha il suo Natale e in Iran si chiama Yalda. Grazie ai bellissimi ricordi che mi ha lasciato, lo vorrò celebrare ogni anno, se posso con le comunità iraniane a Roma, altrimenti anche semplicemente mangiando qualche chicco di melograno, leggendo delle poesie, accompagnata da vino rosso e lume di candela.

Grazie alla famiglia del mio amico Pedram per avermi invitato alle celebrazioni, facendomi sentire a casa. Auguro un inverno di Luce e Amore a tutti i miei amici iraniani. E a tutti voi che avete letto questa mia avventura.

 

“Sopra la mia tomba con vino e menestrello riposati un poco. Al tuo solo profumo dalla fossa, danzante, via salterò” Hafez

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Arrivederci alla prossima storia.

2 pensieri su “YALDA: IL NATALE IRANIANO, TRA VINO ROSSO, MELOGRANI , LUCI E DANZE

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